Un piccolo villaggio e una strada in un’ampia valle sassosa tra alte montagne.
La valle e la strada

Engilchek, la città fantasma

Aggiornato Come verifichiamo i fatti

Città mineraria abbandonata a 2500 m, accanto alle cui rovine vive un villaggio.

  • 1980–1989Costruita per una miniera
  • Serve un permessoDa 3000 som, 5–7 giorni
  • Meglio con un pernotto4–5 ore da Karakol
  • Valle di Sary-Jaz≈150 km da Karakol
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Da vedere

5 soste nell’ordine di visita

L’elenco a sinistra segue i capitoli mentre scorri. Tocca una foto per ingrandirla.

  1. Case ed edifici abbandonati del villaggio di Enilchek presso un pendio sassoso in un paesaggio autunnale.22.09.2016

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    Il villaggio dall’alto

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    Case basse e lunghe baracche sorgono su una pianura sassosa. A un edificio è crollato il tetto.

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  2. Un piccolo villaggio e una strada in un’ampia valle sassosa tra alte montagne.22.09.2016

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    La valle e la strada

    fuori

    La strada corre lungo un’ampia valle verso i lontani palazzi di cinque piani. A sinistra ci sono case abitate, a destra un alto costone chiaro.

    Avanti La valle del ghiacciaio →
  3. La valle del ghiacciaio Engilchek dal crinale: catene innevate e una valle grigia e sassosa.07.08.2017

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    La valle del ghiacciaio

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    Dal crinale si vede una valle grigia con il letto di un fiume e catene innevate intorno al ghiacciaio.

    Avanti Masso presso il fiume →
  4. Un masso scuro e stratificato tra i ciottoli del fiume sul fondo della valle vicino al villaggio.22.09.2016

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    Masso presso il fiume

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    Un masso scuro e stratificato giace tra i ciottoli del fiume sul fondo della valle.

    Avanti Masso tra gli olivelli →
  5. Un masso bruno tra i cespugli di olivello spinoso ai piedi di costoni chiari nella valle.22.09.2016

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    Masso tra gli olivelli

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    Un masso bruno si nasconde tra gli olivelli spinosi ai piedi di costoni chiari.

    Poi Storia in 4 date ↓

Storia

Storia in 4 date

  1. 1980Inizio dei lavori

    Vicino a giacimenti di tungsteno, stagno e molibdeno si iniziò a costruire una città per un impianto di estrazione e lavorazione.

  2. 1989Una città per 20.000

    I lavori durarono fino al 1989: la città fu progettata per 20.000 abitanti, con scuola, ospedale e cinema.

  3. Anni 1990La gente se ne va

    Dopo il crollo dell’URSS finirono il lavoro e i pagamenti, e gli abitanti se ne andarono.

  4. 2021Un villaggio accanto alle rovine

    Il censimento ha contato 140 abitanti; circa 30 famiglie allevano bestiame e ospitano visitatori.

Stagioni

All’aperto: quattro stagioni

Come appare il luogo nei diversi periodi dell’anno.

  1. Primavera

    marzo–maggio

    In primavera le massime diurne salgono da circa 0 °C a marzo a 11 °C a maggio; le minime notturne vanno da −10 a 2 °C.

  2. Estate

    giugno–agosto

    In estate le massime diurne restano intorno a 16–19 °C e le minime notturne intorno a 6–9 °C.

  3. Autunno

    settembre–novembre

    In autunno le massime diurne scendono da circa 14 °C a settembre a −2 °C a novembre; le minime notturne vanno da 4 a −11 °C.

  4. Inverno

    dicembre–febbraio

    In inverno le massime diurne vanno da −4 a −7 °C e le minime notturne da −14 a −16 °C.

Tutte le foto

Engilchek, la città fantasma in immagini

Foto reali con la data dello scatto. Tocca o clicca per ingrandire.

  1. 22.09.2016
  2. 22.09.2016
  3. 22.09.2016
  4. 22.09.2016
  5. 07.08.2017

La città costruita per ventimila

Engilchek (scritto anche Inylchek ed Enilchek) si trova a circa 2500 metri, nella valle di Sary-Jaz, dove sfocia l’Enilchek. Dal 1980 al 1989 qui fu costruita una città per un impianto di estrazione e lavorazione: sulle montagne erano stati trovati tungsteno, stagno e molibdeno. Era progettata per 20.000 persone. Comparvero palazzi di cinque piani, una scuola, un ospedale, un cinema e perfino un aeroporto. Oggi i loro profili si leggono già dalla strada: file di finestre senza vetri, lastre di cemento, vento tra gli edifici.

Quante persone vivessero davvero qui, nessuno lo sa. Le stime vanno da qualche migliaio a 20.000, e anche il lavoro dell’impianto è descritto in modi diversi. Una cosa è chiara: dopo lo scioglimento dell’URSS, all’inizio degli anni 1990, finirono i pagamenti e il lavoro, e quasi tutti se ne andarono.

Ma questa non è una scenografia né un museo sotto vetro. Qui vivono ancora circa 30 famiglie: allevano bestiame e ospitano visitatori, e secondo il censimento del 2021 il villaggio conta 140 abitanti. Agli abitanti non piace la parola «fantasma». Venite a vedere la storia e il silenzio, ma ricordate di essere ospiti in casa d’altri.

Cosa vedere

L’immagine principale del villaggio: case basse abitate accanto a edifici vuoti, una fila di palazzi di cinque piani in fondo alla valle e una strada che si perde verso le montagne. Guardate tutto da fuori: la scuola, l’ospedale, l’ex club, le rovine della fabbrica sul pendio e la pista dove ora pascolano gli yak.

Date un’occhiata anche ai dintorni. A pochi chilometri dal villaggio, sul fondo della valle, giacciono grandi massi, e oltre il crinale comincia il mondo dei ghiacciai. Il ghiacciaio Engilchek è a qualche decina di chilometri da qui, e questo è già un altro viaggio.

Prima della visita

Accesso a piedi, orari e regole di comportamento

Come arrivarci

  1. Indirizzo

    Valle di Sary-Jaz, a 150 km da Karakol via Chon-Ashuu

Tempo da prevedere

Durata della visita
Meglio con un pernotto

Come comportarsi

  • Persone. Nel villaggio vive della gente. Non portate via oggetti dalle case e non fotografate gli abitanti senza permesso.
  • Edifici. Non entrate nella galleria né negli edifici in rovina: non c’è ventilazione e i solai possono crollare.

Verifica in anticipo

  • Orari di apertura
  • Tariffa d’ingresso
  • Indirizzo attuale di una guesthouse
  • Distributori lungo la strada
  • Tassa statale per il permesso

Da chiedere sul posto

  • Possibilità di fotografare all’interno all’ingresso
  • La strada per il Chon-Ashuu è aperta? dall’autista o dall’operatore
  • Il permesso per la zona di confine è pronto? dall’operatore
  • Dove pernottare nel villaggio dall’operatore

Cosa portare

A portata di mano

Le spunte restano solo in questo browser.

Come arrivare

Come arrivare
Da Karakol sono circa 150 km, 4–5 ore all’andata in fuoristrada. Il percorso passa per Ak-Suu, la gola di Ottuk e il passo Chon-Ashuu (circa 3800 m), e la strada è in parte sterrata. Non ci sono mezzi pubblici: si noleggia un’auto con autista, si va con un tour o con il proprio mezzo. Fate il pieno a Karakol.
Permesso per la zona di confine
Il villaggio e la valle di Sary-Jaz si trovano in zona di confine, e al posto di controllo verificano passaporto e permesso. Tramite un’agenzia costa da 3000 som (circa 35–40 dollari) e richiede 5–7 giorni lavorativi: fate richiesta 10–14 giorni prima. In viaggio serve la versione cartacea; una copia sul telefono non basta. Nei tour il permesso di solito è incluso nel prezzo.
Quando andare
In linea di principio la strada è aperta tutto l’anno, ma con la bufera e dopo le valanghe viene chiusa per un giorno o più. Al passo può nevicare anche d’estate. La finestra pratica va da giugno a settembre. La sorgente calda di Kara-Tash di solito finisce sotto l’acqua del fiume da luglio a metà settembre.
Pernottamento
Le gite in giornata rientrano tardi, e attraversare il passo di notte è difficile. È più tranquillo fermarsi a dormire in una guesthouse o presso una famiglia; chiedete indirizzo e prezzo all’operatore.
Cosa portare
Passaporto e permesso cartaceo, abiti caldi, acqua, cibo e scorta di carburante. La copertura mobile c’è solo nel villaggio e solo con un operatore, internet non c’è: scaricate la mappa in anticipo.
Sicurezza
La zona è sismica, e frane e valanghe a volte bloccano la strada, quindi non fissate un orario rigido di ritorno. Non entrate nella galleria né negli edifici in rovina: non c’è ventilazione e i solai possono crollare. Il numero unico di soccorso è il 112.
Rispetto per gli abitanti
Non portate via oggetti dalle case, non fotografate le persone senza permesso e non camminate negli orti e nel cimitero.

Domande frequenti

Serve un permesso per arrivare al villaggio?

Sì. Il villaggio e la valle di Sary-Jaz si trovano in zona di confine. Senza permesso cartaceo si viene respinti al posto di controllo.

Si può fare in giornata da Karakol?

Si può, ma la strada richiede 4–5 ore all’andata, e tornare di notte attraverso il passo è difficile. Con un pernotto è più tranquillo.

È davvero una città fantasma?

È un villaggio vivo accanto alle rovine di una città sovietica. Ci vivono circa 30 famiglie, quindi guardate e fotografate con rispetto.

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Nei dintorni

  • Ghiacciaio EngilchekUno dei più grandi ghiacciai del Tian Shan si trova a qualche decina di chilometri a est. Ci si arriva in elicottero a luglio e ad agosto; è un percorso a parte.Ghiacciaio Engilchek e percorso in elicottero
  • KarakolDa qui parte la strada, ed è comodo prenotare un’auto e organizzare il viaggio.Karakol

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Engilchek, la città fantasma

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